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giovedì 10 settembre 2009
Scrivere: La ricerca della "Perfezione che non c'è"


Nella mia piccola carriera da scrittore la difficoltà maggiore non è mai stata quella di trovare qualche idea o qualche spunto per metter su una storia più o meno interessante. È lo sviluppo, la forma, a crearmi problemi. Certo... qualcuno dirà - e giustamente - che la forma non è tutto. Ed infatti non è tutto, forse, per il lettore rapito da una bella storia e lo scrittore affermato e dal grande ego.
Già; buttata giù la prima stesura di un racconto o di un romanzo, ecco che inizia per me la parte più difficile e tormentata in assoluto: la lettura di ciò che ho scritto, la correzione delle eventuali ed inevitabili incongruenze, e l'insulto libero a frasi che quasi stenti a credere di aver scritto proprio tu.
Durante la lettura, ecco allora che spesso esclamo: «Ma cosa cazzo ho scritto?!»
La morale di questo post, in definitiva, è che forse farei prima ad accontentarmi di ciò che sono riuscito a scrivere in questi anni, e cominciare ad inviare i miei lavori ad ogni sorta di Casa Editrice esistente in Italia.
La ricerca di una perfezione che non c'è, infatti, richiede tempo, tanto tempo; ed il tempo per la ricerca di una Casa Editrice disposta a credere in te, a 29 anni, comincia a scarseggiare.

G.P.
 

 

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